Schola Campesina è una scuola internazionale di agroecologia, con sede in Italia, che sviluppa attività per facilitare la condivisione delle conoscenze tra le organizzazioni di piccoli produttori alimentari (formazione peer-to-peer, piattaforma online, Comunità di pratiche sull’agroecologia). I corsi di formazione organizzati sono spesso dedicati alla governance globale dell’alimentazione e dell’agricoltura, ma anche all’agroecologia in generale, per sensibilizzare sul valore delle pratiche e sul potenziale dell’agroecologia per difendere e promuovere i diritti dei contadini. Talvolta sono dedicati a un tema specifico come la conservazione dei semi, sempre in relazione al quadro più ampio dei diritti dei contadini e degli strumenti internazionali.

Di seguito una descrizione del corso sulla governance globale dell’alimentazione e dell’agricoltura, che si è tenuto nell’autunno 2017 e che rappresenta una base per tutti i nostri futuri corsi di formazione.

Gruppo di riferimento

La formazione si ispira alle esperienze delle scuole di agroecologia de La Via Campesina, dove l’educazione popolare e gli scambi orizzontali guidano il processo di apprendimento. La formazione è rivolta esclusivamente alle organizzazioni e non cerca di attirare singoli individui. Le organizzazioni sono la spina dorsale dell’agroecologia e questi corsi di formazione sono uno strumento per potenziare e qualificare l’azione collettiva. Con sede in Italia, la formazione accoglie organizzazioni partecipanti da molti Paesi diversi, con una maggiore attenzione alla partecipazione dei giovani e delle donne.

Metodo di apprendimento orizzontale:

La formazione può essere considerata come un incontro internazionale di membri di organizzazioni contadine per promuovere e condividere le conoscenze dei produttori alimentari, dove ogni partecipante deve condividere conoscenze ed esperienze in una prospettiva peer-to-peer mirata ad imparare dagli altri partecipanti e dai relatori invitati. I relatori invitati – riconosciuti per le loro competenze specifiche – a loro volta devono imparare dai partecipanti in un dialogo orizzontale. Durante la formazione, i partecipanti introducono gli argomenti e riportano le discussioni, non venendo mai valutati in base alle loro capacità ma vengono pienamente riconosciuti come detentori della conoscenza.

Il dialogo dei saperi (Dialogo de saberes) è di grande importanza anche nelle attività che danno spazio al mondo accademico, ai ricercatori e agli attivisti. Le diverse conoscenze si incontrano e dialogano per una migliore comprensione dei sistemi alimentari e delle relative azioni rivolte all’agroecologia. Grazie alla distanza ravvicinata tra le aziende agricole in cui si svolge la formazione e Roma (dove hanno sede gli organismi delle Nazioni Unite che si occupano di alimentazione e agricoltura), le organizzazioni partecipanti possono beneficiare delle conoscenze specifiche degli attivisti internazionali (che vengono a Roma per incontri ed eventi internazionali).

Cinema, musica, danze popolari, cucina collettiva, poesia e letteratura sono inclusi per esprimere i sentimenti legati all’agroecologia.

 

Schola Campesina è un centro di formazione e ricerca partecipativa.

Schola Campesina Aps (Statuto) è un centro di formazione e ricerca partecipativa che cerca di rafforzare le organizzazioni di contadini e produttori nella loro lotta per la sovranità alimentare attraverso 1) la valorizzazione e la condivisione della conoscenza, 2) di formazione sul Governo globale dell’alimentazione e dell’agricoltura.

Schola Campesina ha impostato attività di apprendimento basate sulla conoscenza delle persone e sui processi di apprendimento orizzontale (educazione popolare). Attraverso queste attività, Schola Campesina mira alla deconcentrazione delle conoscenze nel campo dell’agricoltura e dell’alimentazione e al rafforzamento delle organizzazioni di agricoltori a livello locale e globale e raggiungere meglio la sovranità alimentare per tutti.
Schola Campesina Aps è radicata nel Biodistretto della Via Amerina e delle Forre e ne è una sua espressione culturale.

La Scuola trae le sue origini nel Forum internazionale di Declarazione Nyéléni 2015 e dall’esperienza delle scuole di Agroecologia della Via Campesina. In questo senso, la Schola vuole tradurre in pratica Nyeleni 2015, i suoi principi e il piano di azione.

E disponibile nostro documento di Visione

I pilastri su cui fondiamo il nostro lavoro sono:

  • il sapere contadino
  • il riconoscimento reciproco e dialogo fra le diverse forme dei saperi informali (contadini) e formali (accademici);
  • l’autonomia dell’azienda agricola, basata sul sapere locale
  • la comunità locale come elemento di unione dell’insieme di saperi;
  • la comunità che si organizza, ovvero riconosciamo l’importanza dell’organizzazione, che è la condizione per agire un cambiamento sociale
  • la comunità riconosce i propri diritti collettivi a partire da quelli individuali, ma che non esistono senza quelli di comunità. La sovranità alimentare rende esplicita autonomia e diritti, legandoli indissolubilmente. Senza i diritti di base non c’è agroecologia.
  • il cambiamento sociale si deve tradurre in regole accettate da tutti, ovvero in politiche basate sui nostri principi quindi sulla sovranità alimentare.
  •  l’autonomia e i diritti dei produttori di cibo  devono essere il fondamento delle politiche agricole ed alimentari, non le regole del commercio. Guarda la “Dichiarazione delle Nazioni Unite sui diritti dei contadini e di altre persone che lavorano in zone rurali” (Oct. 2018)

Perchè la Schola qui a Roma e nel Biodistretto della Via Amerina e delle forre?

Roma è la città che ospita tutti gli organismi dell’ONU operanti nel settore dell’alimentazione e dell’agricoltura, permettendo ai partecipanti di approfittare delle conoscenze contadine e di attivisti di tutto il mondo.

Nel processo di Roma (FAO, CSA), noi, organizzazioni della società civile, stiamo facendo un lavoro gigantesco affinché le politiche agricole e alimentari, che oggi poggiano su regole commerciali, domani siano basate sui diritti, dal diritto all’alimentazione al diritto di migrare.

Nello stesso tempo una scuola deve essere radicata su un territorio e su una comunità di saperi, il Biodistretto rappresenta questo radicamento territoriale.